Orione Ognissanti – Canadesi. Cronaca e pagelle

LA CRONACA

Bene il risultato, benissimo il carattere, meno il gioco, verrebbe da dire dopo l’esordio in campionato dei Canadesi ora guidati dall’Inzaghi della situazione (Pippo o Simone?) Peppe Scicchitano, coadiuvato da un BaconiManto Football Manager Version.
Dopo così poche amichevole e nessuna partita stagionale, sarebbe impossibile chiedere di più alla squadra, ospite di una delle squadre più forte del campionato e con diverse assenze. Il bicchiere è decisamente mezzo pieno e la qualità e il carattere della squadra fanno sperare per il meglio per questa stagione.
I Canadesi si schierano con il classico 4231 ma la vera sorpresa è al centro della trequarti: Innamorati ha il compito di essere il primo difensore della squadra, mordendo le caviglie del giocatore più rappresentativo e importante degli avversari. Questa la premessa tattica della partita, analizzata con attenzione negli spogliatoi, la contromossa fondamentale studiata da Mister Peppe.
Peccato che il giocatore da marcare sia tranquillo a fumare in tribuna.
La partita non è scintillante, cosa che non sorprende in questa fase della stagione. I Canadesi fanno vedere scampoli di un futuro luminoso quando riescono a fraseggiare palla a terra, muovendo rapidamente la palla da un lato all’altro del campo. Spesso, però, la tensione e la paura di sbagliare porta a lanci lunghi che sono sempre preda degli avversari. L’Orione, che sembra aver perso qualcosa nelle qualità tecniche, non tocca palla per venti minuti e chiama il Time Out per sbloccare la situazione. 100 euro a chi stende Ciccio, Silvetti o Nicco. La loro punta in versione Vin Diesel si infila un oggetto metallico sulla schiena con cui torna in campo per colpire persone a caso. Da quel momento l’Orione compensa l’inferiorità tattica con la cattiveria agonistica: alla fine, i cartellini per i padroni di casa dovrebbero essere molti di più di quelli effettivamente estratti dall’arbitro.
I gol sono entrambi nella ripresa, dopo i primi cambi. Il vantaggio dell’Orione arriva su calcio da fermo, con un colpo di testa che sorprende Zuccoli. Il pareggio dei Canadesi è invece frutto dell’iperattività di Michelon, che fa un enorme lavoro in tutto il secondo tempo nascondendosi dai radar dei difensori e risbucando alle loro spalle, sempre sul filo del fuorigioco. Rientro sul sinistro e tiro imprendibile per il portiere e palla al centro.
Il finale è confuso, entrambe le squadre vogliono vincere e alla fine rimangono deluse. Un risultato che sembra giusto, anche se resta un po’ di amaro in bocca per un’impresa che sembrava alla portata.

LE PAGELLE
Zuccoli 7: dopo le prime amichevoli che non davano grandi speranze, il “più forte portiere del campionato” (Cit. Peppe) ritrova stimoli (forse troppi, visto il viaggio obbligato al cesso nell’immediato prepartita) e concentrazione e si rende protagonista di almeno un paio di interventi importanti, tra cui un miracolo su punizione. Poteva forse fare di più sul gol, ma sarebbe stato chiedere troppo. Imodium

Morelli 7: mazzate, galoppate, non manca niente alla partita del cavallo pazzo dei Canadesi. Intreccia una relazione amorosa con l’esterno dell’Orione ed è evidente che con lui abbia affinità maggiori che con Silvetti: i due o non se la danno o non si capiscono. Le urla di Manto (“Premia la sovrapposizione di Morelli!”) gli danno fiducia. Pendolino

Scicchitano Pietro 7: sempre in anticipo, se si prende la palla bene, se si prende l’uomo bene lo stesso. Una sicurezza sia da centrale sia da terzino, mai in affanno. Lui e Nicco sono Dr. Jeckyll e Mr. Hyde: uno parla e le prende, l’altro tace e mena. The Snatch

Silvestri 6,5: cerca di fare da paciere in una partita nervosa e tutti iniziano a menarlo. Si spacca una caviglia, poi un dito, poi cerca di chiedere del ghiaccio, delle fasce, del gesso… Una serata a metà tra una partita di calcio e il Processo del lunedì. Dopo un discorso motivazionale degno di Ogni maledetta domenica, dà sicurezza a tutti e aiuta i compagni nel modo migliore possibile, con una parola di incoraggiamento anche nelle critiche. Mezzo voto in meno perché – credo – è suo l’uomo che riesce a staccare in occasione del gol subito. Capitano mio capitano

Pantuso F. 7: alla fine Runtastic dice che ha percorso 128 km, un centinaio dei quali per battere un corner e poi tornare in posizione nell’angolo opposto del campo. Abbina qualità indiscutibili alla giusta dose di cattiveria, riuscendo anche a nascondere le difficoltà di giocare a piedi invertiti. Si vocifera di un interesse della Juve per sostituire De Sciglio. “Batti lei?”

Ricci 6,5: quantità e qualità, come sempre, anche se non riesce a dare il consueto ordine, complice la grandezza del campo e la tensione della gara. È sempre l’uomo più odiato del rettangolo di gioco, con gente che lo calpesta o gli dà la caccia. Don’t mess with Ciccio, kids. Old school

Cavalcanti 7: eccellente in fase difensiva, autoritario di testa, fa più fatica, come tutti i compagni, in fase di costruzione. Una diga davanti alla difesa, fisicamente straripante. Scatena un immotivato entusiasmo nella panchina quando tira da 129319 metri risvegliando un paio di spettatori che si erano addormentati a inizio secondo tempo. “Noi siàn le triste penne isbigotite”

Silvetti 6,5: le prova tutte, non ha abbastanza spazi e possibilità di scatenarsi. Si prende anche un fallo terrificante ma si rialza come se niente fosse. Dà sempre l’impressione di poter spaccare la partita, ma manca ancora una punta di convinzione per farlo. Ordigno inesploso

Innamorati 6: passa un buon quarto d’ora a cercare quello da marcare, dopo le raccomandazioni ricevute dal mister per quaranta minuti nello spogliatoio. Fatica un po’, nel mezzo della trequarti, dove gli spazi sono intasati e non può scatenare la sua progressione, anche perché quando riesce a saltare l’uomo viene subito abbattuto. Meglio in fascia. Alla fine va a marcare il faro dell’Orione nel post serata. Sprecato

Marabitti 6: poche colpe, molta lotta, ma mai un pallone giocabile per tentare l’uno contro uno. Ordinato e attento, ma non ha possibilità di entusiasmare le folle con le sue giocate. Joga Bonito (alla play)

Catena 6: non mi ricordo se gli è arrivato un pallone. Si sbatte tanto, dà una grossa mano al centrocampo sui colpi di testa, ma non è abbastanza servito. Si consola con la Lazio ma non con l’Avellino. Minala 96’

Pantuso E. 6: entra in un momento difficile e non riesce a dare ordine, nel panico collettivo dell’inizio del secondo tempo. Sbaglia poco e tiene altissima la concentrazione, ma non è la partita migliore per far risplendere le sue qualità tecniche, né da trequartista né da mediano. Per fortuna nel riscaldamento aveva incantato. Ighli Vannucchi

Michelon 7,5: spacca la partita togliendo agli avversari ogni riferimento. Si potrebbe appoggiare di più al centrocampo in occasioni in cui invece punta dritto la porta solo contro tutti, ma è devastante sulla linea del fuorigioco. Gli avversari passano il tempo ad alzare il braccio verso il guardalinee e a ad abbassare la schiena per raccogliere la palla in rete. Alta tensione

Serino 6: prova a giocare sempre di prima e il risultato è che azzecca un passaggio su cinque. Non riesce proprio a entrare in partita, complice il momento caotico del match. Un po’ meglio sulla trequarti. In compenso, nel finale insegue per tre quarti di campo un avversario e lo raggiunge! L’unico giocatore più lento di lui nel campionato. Quello prova a buttarsi ma per fortuna l’arbitro non può sbagliare, perché la velocità dell’azione era già da moviola. Corri Forrest

Paganelli 6,5: entra da difensore centrale con la giusta cattiveria e concentrazione. Un quarto d’ora molto convincente che fa ben sperare per la nuova collocazione tattica. Corsetta alla Big Jim

Controni SV: troppo pochi minuti ma nel riscaldamento è un fenomeno.

Grandoni 9: primo nella storia a non passare l’esame delle urine. EROE

Mr. Scicchitano 6,5: teso come non mai, studia per giorni una contromossa tattica che neanche Annibale a Canne, inutilmente. Sembra promettere un esperimento a partita. Stratego

Manto 6,5: metà partita chino sulla lavagnetta, metà a cercare di zittire Grando. Mission impossible

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