Canadesi – Secicas 6-1

Pagelle scritte prendendo spunto dai servizi di “National Geographic”.

Ed eccoci arrivati alla prima partita di Coppa CSI, torneo che è un ennesimo tentativo dalla Commissione Calcio per dare ancora qualche speranza al Secicas ed invogliarlo a giocare, correre, recuperare una salute decente e magari provare a vincere qualche partita. Il Secicas imperterrito continua però a non fregargliene un cazzo di tutto ciò che riguarda il calcio, tuttavia ci tengono a pagare l’iscrizione e dopo essersi consultati tra loro, accettano soddisfatti l’invito a partecipare anche a questa occasione per fare schifo.

I nostri ragazzi, come sempre, sono contentissimi di giocare contro di loro. Tutti ridono, tutti scherzano e tutti entrano in campo tutti contenti, ma il Mister ricorda loro che non tutti possono giocare, annunciando quello che è l’undici titolare. Il CSI purtroppo non è riuscito ad acquistare i diritti delle due squadre, quindi per loro giocano stasera Can Red vs Sec Blue, con i vari Micheloni, Malikaria e Granduero. Da segnalare assolutamente che, prima del fischio d’inizio, Silvestri per caricare la squadra, decide di tenere una lezione di filosofia, spiegando di come sia possibile che egli possa essere nello stesso istante sia senza numero sia il numero 2, evidente citazione al grande “paradosso di Schrodinger”. Caricati abbestia dopo l’ora di Filosofia, i nostri campioni adesso possono affrontare la gara. Soffriamo inizialmente un po’, il Giocatore Paradosso con il tempo è riuscito a riprodursi creandone altri e questo ci mette un po’ in difficoltà. È bello però che rimaniamo comunque molto contenti e dopo un po’ riusciamo a sbloccare il match, con un gol di Micheloni. Arrivati a questo punto, per una migliore comprensione dei prossimi eventi della partita, è importante sapere che la creatura Secicas, quando avverte il pericolo di poter perdere con troppi pochi gol di scarto, si sente minacciato e reagisce sacrificando il proprio leader del branco, il portiere, che perde deliberatamente la capacità di restare in piedi, spalmandosi sul palo sinistro per un tempo che generalmente va dai 4 ai 7-8 minuti. Con questo gesto, il Secicas invita apertamente il proprio partner avversario a fare più gol possibile per ristabilire l’equilibrio omeostatico di 5-0 per gli altri. Micheloni, da bravo predatore qual è, ne approfitta realizzandone effettivamente 4, contribuendo alla sopravvivenza della specie.

La partita, insomma, verte solo da una parte, fino al triplice fischio. Da segnalare solo l’accorgimento da parte del capo branco del Secicas di una spia all’interno del gruppo, di un magro.

I magri, purtroppo, dall’era dei tempi non sono stati mai accettati e sono soliti essere allontanati dalla famiglia sin dalla nascita. Questo atteggiamento ostile ha portato i magri ad essere a rischio estinzione nel Secicas e vengono così considerati una specie protetta®. Parte così la terribile, spietata, cosiddetta, “Caccia al Magro”, che in questo caso era nei confronti dell’attaccante con il codino che sembrava Andy Carroll. Dopo averlo accoppato sei, sette volte, il magro si allontana, andandosi a fare la doccia e finendo la partita in tribuna, accettando il proprio destino, il destino di un magro. Questa commovente storia ha ispirato un film, prossimamente nei migliori cinema, “12 anni Magro”.

Da segnalare anche il buon impatto di gara da parte dei panchinari, che realizzano due gol con Marabitti e Tunna e un assist con Controni. Quello che invece ha combinato Daniel preferiamo non segnalarlo.

Pagelle:

Zuccoli 6:

Questa cosa delle statistiche del Mister, con i vari malus e bonus piace un sacco al nostro bel giovine che quindi non perde tempo a schierarsi tra i pali contro il Secicas: “stasera clean sheet facile” pensa lui. Così non perde troppo tempo a tirare fuori, durante il match, mortazza e panino, iniziando graziosamente a mangiare. Partita che sembra andare come previsto, ma verso la metà del secondo tempo viene preso alla sprovvista subendo un gol, il che gli fa risalire tutto il panino. WAYNE SHAW

D’auria 6:

“D’aurià, ualà, doppio passo e se ne va” cantava una volta il poeta e cantautore Brusco, che sicuramente non si riferiva al Davide di oggi. Ma forse nemmeno a quello di ieri. Parte così e così, tuttavia con il passare del tempo prende le giuste misure, disputando quella che alla fine è una gara sufficiente. C’è da dire che, alla fine, il suo lo fa sempre. E Grando in panchina, muto. POI TORNA IN DIFESA A DA NA MANO AD ARENA’

Morelli 6,5:

In assenza dei centrali è lui a dover scalare e sacrificarsi. Gioca bene, per carità, però c’hai fatto perde 6 palloni sparando missili da tutti i lati, il tutto mentre gli avversari erano tipo ad 1 km da lui. Nel secondo tempo si ammorbidisce un po’ permettendo qualche incursione di troppo da parte degli avversari, il che può far pensare ad una considerevole dose di assunzione di alcool nell’intervallo. MORELLIno DI SCANSAMOSE

Costanzo 6:

Anche a Gigio stasera tocca giocare in un ruolo proprio non suo. Inizialmente un po’ in affanno, poi acquista più sicurezza e il suo sorriso con cui ha sempre abituato noi ma soprattutto Galloppa sotto la doccia torna a splendere, confermando quella che è per lui una buona capacità di adattamento nell’intero reparto difensivo. MARTINS INDI

Gammaldi 6:

Anche lui non inizia alla grande: poche incursioni offensive e la fase difensiva non è perfetta, poi si baciarlinizza e si conquista pian piano questa meritata sufficienza. Comunque, non ancora al Top. Prima di una partita, invece del Gladiatore, dovremmo sentirci la registrazione dei suoi urli durante la gara. RICHARD BENSON

Manto 6:

E’ tra i capi dei contentissimi che volevano giocare stasera: alterna buone giocate e buone aperture sulle fasce a degli errori banali e pericolosi. Molto bello il momento in cui si accorge che il pallone con cui si stava giocando era sgonfio, approfittando quindi di una punizione dalla sinistra per mandarlo dritto dritto dentro lo sgabuzzino dei palloni a farlo gonfiare. Riesce comunque a partecipare alla maggior parte delle azioni offensive della squadra, facendo qualche volta da perno inossidabile. ADAMANT(i)O

Cavalcanti 6,5:

Tanto turn over stasera per il Mister, che però non vuole privarsi del centrocampista più in forma di questo periodo, affidandogli ancora una volta le chiavi della metà campo. Qualche distrazione, si, ma anche buone aperture e bei recuperi. Già alle scorse mie pagelle lo avevo avvertito del fatto che è fisicamente impossibile circumnavigare l’avversario secicanante con un sombrero, ma lui niente, ostinato, ci prova comunque. C’è da dire però che stavolta, anche se raramente, l’impresa gli riesce, entrando nella storia. FERDINANDO MAGELLANO

Paganelli 6:

Come anche i suoi compagni di reparto, inizia non al meglio ma si riprende pian piano con il passare dei minuti. Da bravo allievo del fu Caputo, l’eleganza non è mai stata una sua prerogativa, ma il CSI lo accoglie a braccia aperte proprio per questo. Ci regala anche delle buone verticalizzazioni che ai più nostalgici fanno tornare in mente grandi giocatori del passato. XIMELEZ

Scicchitano G. 6,5:

Addirittura lo si è visto superare, su quella fascia destra, l’avversario in velocità. Si signori, avete letto bene, in velocità. Qualche volta è un po’ troppo lezioso, ma propizia comunque due gol per noi. Se il reparto offensivo, tra i 3, stasera è stato il migliore, è anche grazie a lui. E’ in un ottimo stato di forma questo periodo e si vede. È perfino un bravissimo ragazzo che non minaccia mai i pagellatori di turno riguardo al proprio voto. TU TOTTI, IO IL TUO CORRIERE DELLO SPORT REDAZIONE ROMA

Micheloni 8:

Vince il titolo MVP senza ombra di dubbio. Sicuramente chi lo marcava non era il migliore del CSI, però anche in queste partite, per fare gol serve aggressività, voglia di far bene e cinismo. Lui ce le ha tutte e 3, segnando ben 4 volte il proprio cognome nel tabellino marcatori. E’ tornato in squadra e ne siamo ben contenti, la cura sigaretta elettronica, anche se ormai passata di moda, sta funzionando.  OLD BUT GOLD

Sammarco 6:

Il ragazzo possiede un personale elevato tasso tecnico e lo mette ben in mostra fin dai primi minuti. Poi pian piano cala, rischiando anche di innervosirsi un po’ troppo con l’arbitro. Non ancora al meglio della condizione, sembra però di essere sulla strada giusta e di questo, noi tutti, non vediamo l’ora. FALSO NOVANTANUEVE

Controni 6,5:

La curva questa volta non se lo incula poiché assente, quindi lo si vede entrare in campo che canta da solo “tommaso controni eee ooo”, intimidendo i vari supplì che se lo dovevano marcare. Entra con la giusta voglia ed aggressività, partecipa a quasi tutte le azioni offensive della squadra e propizia anche un buon assist a quello scapestrato di Marabitti, simbolo di coraggio (ce ne vuole molto per passarla a Francesco) e personalità. CONTROcoglioNI

Grandoni 6:

“Esistono cose che non esistono” diceva Maccio Capatonda e forse Grandoni a centrocampo è una di quelle. Cerca di imitare Galloppa provando ad essere un ragazzo composto ed elegante con il pallone, dopo due-tre panzate però rivela la sua reale identità da macellaio, trovando addirittura il coraggio di fermare un contropiede del Secicas, il che non è scontato perché il Secicas non fa contropiedi, non li sa fare e non sono nemmeno interessati ad impararlo, quindi sei davvero una persona orribile se fermi una loro ripartenza, conquistandoti, tra l’altro, un giallo. A fare legna è sempre bravo però, ovunque lo metti; ingabbia gli avversari a centrocampo non permettendogli di arrivare in porta. “NON SI ENTRA NELLA TREQUARTI DELL’ARTIGLIOOO”

Marabitti 7:

Sor Fracchia, tra i subentranti, è forse il migliore. Buone giocate sulla sua fascia e il suo pallonetto al portiere ricorda un po’ quello di Totti a San Siro nel lontano 2005. Riesce a risvegliare dei Canadesi che stavano diventando troppo leziosi e morbidi dandosi da fare, sfoderando un’ottima prestazione. MAARABT

Malacaria 5:

Lui invece forse non è il migliore tra i subentranti. Gioca 15 minuti e si fa espellere in una partita che più tranquilla di così si muore. Bisogna però essere anche realistici ed il più possibile oggettivi: il Secicas è velocifobico, quindi il suo ingresso in campo li ha messi in seria difficoltà. Inoltre il primo giallo è inventato; a quel punto si innervosisce e sbaglia nel provocare l’arbitro beccandosi la seconda ammonizione. Arbitro che fino a quel momento non avrebbe sentito nemmeno uno “svegliamoci dai caxxooo!!1!1!” urlato da Gamma dopo un bell’intervento, però le frequenze sonore del Malacchia a quanto pare gli arrivano eccome. RUDIGER VS VILLAREAL, AL RITORNO

Tuninetti 7:

Non è un caso che il suo cognome finisca in “-tti” come Marabitti e Bartoletti, il talento infatti sembra proprio quello. Si conferma bestia nera del Secicas, ma non si sa bene se è un complimento o meno. Vede il gol di Marabba e cerca di imitarlo, ma gli esce una specie di 1-2 con la vecchia del palazzo di fronte che però si fa trovare pronta e gli restituisce il pallone proprio quando lui si trovava dinanzi alla riga di porta. BALZARETTI

D’angelo 7:

Il Mister sa bene che se perdiamo in amichevole con gli Allievi, forse non siamo ancora così una grande squadra da permetterci un totale turn over. Decide così di attuarlo comunque, lasciando però 2-3 titolari fissi fondamentali, il che si rivela essere la mossa giusta. Forse avremmo vinto comunque anche giocando con Zoino e Saffioti, vero, però decide giustamente di non rischiare troppo, permettendo sì un buon minutaggio a chi giocava meno, ma anche una spina dorsale solida. Dimostra anche di avere dei sostituti validi e forti, azzeccando i giusti cambi. E no, stavolta non li ha fatti entrare tutti, chiedete a Silvetti, ma soprattutto al povero n.12 di questa serata, che ricorda un po’ la storia di Scuffet in primavera all’Udinese. BENE MA NON BONANNI

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